Staking crypto in Italia: come funzionano tasse, dichiarazione e monitoraggio


Lo staking di criptovalute permette di ricevere reward mettendo a disposizione determinate cripto-attivita' in protocolli o servizi legati a reti proof-of-stake. Dal punto di vista dell'investitore, puo' sembrare un rendimento passivo: blocchi o deleghi token, il protocollo o la piattaforma accredita premi, e il saldo cresce.

Dal punto di vista fiscale italiano, pero', quei premi non vanno ignorati solo perche' non sono stati convertiti in euro. Dal 2023, lo staking rientra nel perimetro dei redditi diversi da cripto-attivita' quando riguarda persone fisiche fuori dall'attivita' d'impresa, lavoro autonomo o lavoro dipendente. La disciplina si collega all'articolo 67, comma 1, lettera c-sexies del TUIR e alle regole di determinazione dell'articolo 68, comma 9-bis.

In breve: dal 2023 i proventi da staking percepiti da un investitore privato rientrano nei redditi diversi da cripto-attivita'. Sono tassati senza deduzione, vanno distinti dalle eventuali plusvalenze future sulla vendita dei token ricevuti, e dal 1 gennaio 2026 i redditi c-sexies realizzati sono soggetti all'aliquota del 33%.

Perche' i reward da staking sono tassabili

La regola chiave e' che il fisco non guarda solo alla vendita finale della crypto. L'Agenzia delle Entrate ha ricondotto lo staking alla categoria dei proventi da detenzione di cripto-attivita'. Questo significa che il reward puo' essere reddito imponibile gia' quando viene percepito nel periodo d'imposta, anche se poi decidi di tenerlo nel wallet.

Il testo dell'articolo 68, comma 9-bis del TUIR prevede che i proventi derivanti dalla detenzione di cripto-attivita' percepiti nel periodo d'imposta siano assoggettati a tassazione senza alcuna deduzione. In pratica, se ricevi reward da staking, il punto di partenza non e' il guadagno netto dopo una futura vendita, ma il provento ricevuto.

Questa distinzione e' importante perche' molti utenti ragionano cosi': "non ho venduto, quindi non ho tasse". Per lo staking, questa frase puo' essere fuorviante. La vendita successiva e' un secondo momento da analizzare: prima c'e' il reward ricevuto, poi eventualmente la plusvalenza o minusvalenza quando quel reward viene ceduto.

Prima e dopo il 2023: attenzione agli anni vecchi

Per gli anni fino al 31 dicembre 2022, la prassi italiana trattava i reward da staking ricevuti da una persona fisica fuori dall'attivita' d'impresa come redditi di capitale ai sensi dell'articolo 44, comma 1, lettera h del TUIR. Se i reward erano accreditati da una societa' italiana, questa poteva dover applicare una ritenuta del 26%; in assenza di ritenuta, i residenti dovevano riportare quei proventi nel quadro RL.

Dal 1 gennaio 2023 il quadro cambia: lo staking e' incluso nella categoria c-sexies dei redditi diversi da cripto-attivita'. Per un articolo pratico sullo staking oggi, la distinzione serve soprattutto se stai correggendo dichiarazioni passate o ricostruendo anni precedenti.

Fino al 2022

Trattamento storico

Reward da staking trattati come redditi di capitale per persone fisiche fuori dall'attivita' d'impresa, con logiche dichiarative diverse.

Dal 2023

Regime c-sexies

Lo staking rientra nei redditi diversi da cripto-attivita'. I proventi da detenzione percepiti sono tassati senza deduzione.

Quanto si paga sui reward da staking

Per il regime post-2023, i redditi diversi da cripto-attivita' sono stati inquadrati con un'imposta sostitutiva del 26%. La Legge 30 dicembre 2024, n. 207 ha poi previsto che, per le plusvalenze e gli altri proventi di cui all'articolo 67, comma 1, lettera c-sexies realizzati dal 1 gennaio 2026, l'imposta sostitutiva si applichi al 33%.

Questo rende centrale l'anno in cui il reward e' percepito. Un reward relativo al 2025 e un reward percepito nel 2026 possono ricadere in regole temporali diverse. Per evitare errori, non basta conoscere il totale dei token ricevuti: devi anche ricostruire quando sono stati percepiti e quale valore in euro attribuire a ciascun provento.

Attenzione: per lo staking, la data del reward conta almeno quanto l'importo. Una ricostruzione annuale fatta solo sul saldo finale puo' nascondere accrediti, valori e aliquote diverse.
Esempio semplificato Reward staking
Reward percepito nel 2026 1.000 euro
Aliquota c-sexies dal 1 gennaio 2026 33%
Imposta sostitutiva stimata 330 euro

L'esempio e' volutamente semplice: nella pratica possono esserci molti accrediti, asset diversi, piattaforme diverse e valori di mercato diversi. La logica resta la stessa: sommare i proventi correttamente e tenere una traccia verificabile.

Staking e vendita successiva: due passaggi diversi

Immagina di ricevere 0,20 ETH come reward da staking. Quel reward puo' generare un reddito imponibile quando viene percepito. Se poi, mesi dopo, vendi quegli ETH, devi analizzare anche la differenza tra il valore di vendita e il costo o valore fiscalmente rilevante.

Questa e' la ragione per cui la documentazione conta. L'articolo 68 richiede che il costo o valore di acquisto sia documentato con elementi certi e precisi; in mancanza, il costo e' pari a zero. Anche se il reward da staking sembra "gratuito", il valore attribuito al momento della percezione diventa un dato essenziale per evitare doppie ricostruzioni imprecise quando vendi.

Se dalla vendita successiva nasce una minusvalenza, questa resta nel perimetro delle regole crypto. Le minusvalenze possono essere confrontate con le plusvalenze crypto e, se eccedono, possono essere riportate nei periodi successivi entro il quarto periodo, se indicate nella dichiarazione relativa all'anno in cui sono realizzate. Per un approfondimento dedicato alla gestione delle perdite, puoi leggere anche la guida Divly sul tax loss harvesting crypto in Italia.

Quadro RT, quadro RW e imposta sul valore delle cripto-attivita'

Per chi e' nel regime dichiarativo, i redditi diversi da cripto-attivita' sono indicati nella dichiarazione dei redditi e l'imposta sostitutiva e' pagata tramite F24. Lo staking, in quanto provento da detenzione, entra quindi nella parte della dichiarazione dedicata ai redditi crypto.

Il quadro RW e' un tema separato ma collegato. Dal 2023, il monitoraggio fiscale copre tutte le cripto-attivita', non solo le criptovalute, e i contribuenti residenti rilevanti devono indicare le cripto-attivita' capaci di produrre redditi imponibili in Italia. La compilazione puo' essere necessaria anche quando non hai venduto nulla, perche' RW riguarda il monitoraggio della posizione, non solo il realizzo di un guadagno.

Inoltre, dal 2023, quando non e' applicata l'imposta di bollo da un intermediario, puo' applicarsi l'imposta sul valore delle cripto-attivita'. La base e' generalmente il valore delle cripto-attivita' a fine anno, o il valore alla fine del periodo di detenzione se non sono piu' possedute al 31 dicembre, e l'imposta e' dovuta in proporzione ai giorni di detenzione e alla quota di possesso.

Da non confondere
RT e RW rispondono a domande diverse
Il quadro RT serve a dichiarare redditi, plusvalenze e altri proventi. Il quadro RW serve al monitoraggio delle cripto-attivita' detenute. Se fai staking, potresti avere entrambi i profili: reward imponibili e posizioni crypto da monitorare.

Staking su exchange, wallet o DeFi: cambia la pratica, non il principio

Dal punto di vista dell'utente, fare staking su un exchange centralizzato e usare un protocollo DeFi sono esperienze molto diverse. Un exchange puo' mostrarti report, date di accredito e importi gia' organizzati. Un protocollo DeFi puo' richiedere una ricostruzione piu' tecnica, specialmente quando i reward maturano in modo frequente o tramite meccanismi non immediatamente intuitivi.

Fiscalmente, pero', il principio resta simile: devi capire quando il provento e' percepito, quanto vale in euro, e come si collega al resto della tua posizione crypto. La complessita' operativa non elimina l'obbligo di ricostruire i dati.

Ci sono anche casi in cui la forma tecnica puo' contare. Liquid staking token, token che aumentano di saldo, reward reinvestiti automaticamente e programmi "earn" degli exchange possono avere dettagli diversi. Quando non e' chiaro se hai ricevuto un provento, una nuova cripto-attivita' o solo una variazione interna del rapporto, conviene documentare l'interpretazione usata e confrontarsi con un professionista fiscale.

Errori comuni nello staking crypto

Il primo errore e' dichiarare i reward solo quando vengono venduti. Per lo staking, il provento puo' essere tassabile al momento della percezione, mentre la vendita successiva e' un evento distinto.

Il secondo errore e' sommare tutto senza distinguere le date. Se ricevi reward in anni diversi, soprattutto tra 2025 e 2026, l'anno di percezione puo' cambiare il trattamento fiscale applicabile.

Il terzo errore e' trascurare il quadro RW. Una posizione in staking e' pur sempre una posizione in cripto-attivita', e il monitoraggio fiscale non dipende necessariamente dal fatto che tu abbia venduto.

Il quarto errore e' non conservare i dati di costo e valore. Per ogni reward dovresti poter ricostruire asset, quantita', data, piattaforma o wallet, valore in euro e successiva movimentazione.

TIP
Organizza i reward come eventi separati.
Anche se la piattaforma mostra solo un saldo finale, ai fini fiscali e' utile separare ogni accredito o periodo rilevante. Questo rende piu' semplice controllare il reddito da staking e il costo fiscale dei token che venderai in futuro.

Come Divly puo' aiutarti

Divly e' un calcolatore di tasse crypto che aiuta gli utenti a importare transazioni da wallet ed exchange, controllare come le transazioni sono state classificate e scaricare un report fiscale localizzato quando sono pronti a dichiarare. Per chi fa staking, il vantaggio principale e' riunire in un unico posto reward, vendite, trasferimenti e saldi, cosi' da avere una visione piu' chiara prima di preparare la dichiarazione.

Divly logo Divly: Un modo più semplice di gestire le tasse crypto in Italia

Divly aiuta gli utenti a importare le transazioni crypto, controllare le classificazioni e scaricare un report fiscale localizzato quando sono pronti a dichiarare.

  • Importazione da exchange e wallet: Riunisci le transazioni di più account in un unico posto.
  • Maggiore chiarezza: Controlla operazioni, saldi e classificazioni in un flusso unico.
  • Report localizzato: Scarica un report pensato per rendere più semplice la dichiarazione.

FAQ sullo staking crypto in Italia

Devo dichiarare i reward anche se non li vendo?

Si'. I proventi da detenzione di cripto-attivita', come lo staking, possono essere tassati nel periodo in cui sono percepiti, anche se i token restano nel wallet.

Dal 2026 l'aliquota e' davvero 33%?

Per le plusvalenze e gli altri proventi c-sexies realizzati dal 1 gennaio 2026, la Legge 30 dicembre 2024, n. 207 prevede l'aliquota del 33%.

Posso compensare perdite crypto con reward da staking?

Le regole crypto permettono il confronto tra plusvalenze, altri proventi e relative minusvalenze nel perimetro c-sexies. La compensazione con redditi finanziari di altre categorie non va data per scontata.

Devo compilare il quadro RW se faccio solo staking?

Il quadro RW riguarda il monitoraggio delle cripto-attivita' detenute. Dal 2023 il monitoraggio copre le cripto-attivita' indipendentemente dal metodo di conservazione, quindi puo' essere rilevante anche senza vendite.

Lo staking tramite exchange italiano elimina ogni obbligo?

Non necessariamente. Alcuni regimi con intermediari possono semplificare l'applicazione dell'imposta o il monitoraggio, ma bisogna verificare concretamente che il reddito sia stato assoggettato a ritenuta o imposta sostitutiva e che l'intermediario copra gli adempimenti necessari.

Le informazioni fiscali che forniamo non costituiscono consulenza fiscale, finanziaria, contabile o legale e non devono essere utilizzate da te o da terzi per evitare conseguenze fiscali. Chiedi consiglio a un professionista fiscale per la tua situazione. Non forniamo alcuna garanzia o promessa sull''accuratezza o completezza delle informazioni qui contenute. Tutto ciò che trovi qui rappresenta la nostra opinione e non un fatto vincolante.

Tasse sulle cripto senza stress
Calcola le mie tasse